venerdì 23 giugno 2017

Le meraviglie della Terra

“Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni; quando lo vivi; quando lo ricordi.” Questo motto campeggiava su un pannello dell’ultima mostra di Fabio Sterza, il fotografo manerbiese che va e torna perennemente dalla “fine del mondo” - o quasi. L’esposizione è stata ospitata nella Sala Mostre del Municipio dal 26 al 28 maggio 2017 ed era intitolata: “Le meraviglie della Terra. America - Islanda: due Paesi uniti da un ponte”. L’ultimo giorno, è intervenuto anche il geologo Mario Benigna, collaboratore dell’Unione Astrofili Provincia di Brescia e responsabile del planetario di Lumezzane. Per poter apprezzare le fotografie di Sterza, stavolta, occorreva infatti un’infarinatura di nozioni quali quella di “faglia”: frattura nella crosta terrestre che mostra un’evidenza di movimento relativo tra le due masse rocciose da essa divise. Le faglie delineano le placche, ovvero i pezzi che compongono la crosta terrestre e che non coincidono con i continenti. Lungo una faglia, avvengono terremoti ed attività vulcaniche. Una di esse attraversa l’Islanda, che si trova così a essere divisa fra la placca nordamericana e quella eurasiatica. Gelida a causa della latitudine, l’isola si trova così anche a essere una terra di eruzioni. Essa è infatti trapassata dalla Dorsale Medio Atlantica, catena vulcanica sottomarina. Oltre al bianco dei ghiacci, le fotografie di Sterza hanno così potuto sottolineare il nero delle rocce nate dalla solidificazione del magma. I suoi scatti riportavano: il promontorio di Dyrhólaey, penisola famosa per un arco di lava solida che s’innalza sul mare; il lago Jökulsárlón, di origine glaciale e ricco di iceberg; la cascata Skógafoss, nota per i suoi arcobaleni, per un leggendario tesoro e per presunte virtù magiche; il monte Kirkjufell; i faraglioni di Vik; un’altra cascata, quella di Bruarfoss, dalle acque intensamente turchesi; la laguna di Stokksnes, dai bellissimi riflessi.
           
Se l’Islanda è il regno del basalto, il Nordamerica è quello dell’arenaria. Anche qui, l’acqua gioca con la roccia, per plasmare le meraviglie della Terra. Il Bryce Canyon, per esempio, è famoso per gli “hoodoos”, i “camini delle fate”: sottilissimi pinnacoli di pietra formati dall’azione erosiva degli agenti atmosferici. Altre guglie rocciose (celebri come icone del West) sono quelle della Monument Valley, pianoro d’origine fluviale. Il Delicate Arch è un arco naturale che costituisce l’attrazione maggiore dell’Arches National Park; i cowboy locali lo chiamavano “la maestrina di Bloomers”. Come altri archi d’arenaria, è formato non da vento e acqua, ma dalla forza di gravità. Essa, infatti, si esercita in modo diseguale sulla roccia. L’azione erosiva degli agenti atmosferici non farebbe altro che evidenziare la struttura latente del blocco.
            L’erosione ha invece creato un’altra meraviglia d’arenaria: l’Antelope Canyon, diviso in “superiore” e “inferiore”. Questo labirinto di rocce ricche di sfumature è caratterizzato dai fasci di luce che colpiscono il suolo, al suo interno. Il famosissimo Grand Canyon è una gola formata dal fiume Colorado, in Arizona settentrionale; le sue rocce documentano quasi due miliardi di anni di storia della Terra.


giovedì 22 giugno 2017

La villa delle rose

Il 20 maggio 2017, l’Associazione Amici della Biblioteca di Manerbio ha realizzato un’altra delle sue iniziative volte a portare la cultura fuori dai muri: la visita al roseto di Villa di Rosa. Proprio qui, qualche anno fa, fu ospitato Libereso Guglielmi, il giardiniere dello scrittore Italo Calvino (Santiago de Las Vegas de La Habana,  1923 – Siena, 1985) e protagonista di uno dei suoi racconti: “Un pomeriggio, Adamo” (in: “Ultimo viene il corvo”, 1949). Libereso è spirato alla fine del settembre 2016 e gli Amici della Biblioteca hanno voluto ricordarlo. Luigi, proprietario di Villa di Rosa, ne ha rammentato l’instancabile sapienza in materia di mondo vegetale. Il 20 maggio, proprio il suddetto Luigi ha guidato i visitatori nel giardino. La rosa (ha spiegato) è un fiore particolarmente rigoglioso in questi terreni. In più, per concimarla, sono a disposizione i “regali in natura” dei cavalli, nel maneggio affiancato alla villa. Luigi ha sottolineato che è opportuno piantare le rose a radice nuda e in ottobre, perché fioriscano abbondantemente in primavera. Nel suo giardino, sono presenti trecentocinquanta specie di questo fiore; ma non ha voluto tediare i visitatori e se stesso elencandole. La visita è stata una piacevole passeggiata, senza alcunché di accademico. La guida non ha comunque rinunciato ad alcune osservazioni di tipo pratico, oltre a quelle già esposte. Piegando e legando i rami, per esempio, le rose fioriscono più abbondantemente: anziché concentrarsi sulla cima del ramo, infatti, la linfa affluisce in più punti. Per evitare che i parassiti si annidino nelle piante, nella cattiva stagione, le foglie delle rose vengono rimosse. 

Le specie osservate, naturalmente, variavano moltissimo nel colore e nelle dimensioni. Enormi o minuscole, rampicanti o in cespuglio, di tinte calde o fredde; notevole era la “Tivoli”, una rosa gialla fra le più grandi conosciute. Ciascuna di loro (come ha informato Luigi) ha le proprie esigenze specifiche da rispettare, se si vuol godere della sua bellezza. Insomma, ogni rosa è (a suo modo) regina.


Paese Mio Manerbio,  N. 121 (giugno 2017), p. 18.

A carte scoperte

Il 6 ottobre 2016, persone provenienti da diversi Comuni della Bassa Bresciana hanno costituito il comitato di volontariato “Game over!”. Rigorosamente apartitico, si impegna a ottenere dalle istituzioni pubbliche l’impegno a sensibilizzare e adottare provvedimenti per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo. L’atto di costituzione è stato sottoscritto dal Centro per la Famiglia di Orzinuovi, dal Circolo ACLI di Manerbio e da Angelo Brocchetti, residente a Rudiano. 
            Il 29 aprile 2017, presso il Municipio di San Paolo, è stata tenuta una conferenza stampa per presentare un evento organizzato da “Game over!”: la prima conferenza dei sindaci della Bassa contro l’azzardo. Essa s’intitolerà “A carte scoperte”  e avrà luogo a Manerbio, presso la Sala Mostre del palazzo comunale, il 6 maggio 2017, ore 9:00. Nella locandina dell’evento, sono previsti gli interventi di Angela Fioroni (Segretaria Regionale Legautonomie), Viviana Beccalossi (Assessore Regionale al territorio, urbanistica, difesa del suolo), Alberto Biancardi (Dirigente Regione Lombardia) e Christophe Sanchez (Capo di Gabinetto del Comune di Bergamo). Anche Valter Muchetti, Assessore del Comune di Brescia, è stato invitato. La moderazione spetterà ad Adalberto Migliorati, redattore del “Giornale di Brescia”. La conferenza è stata patrocinata dai Comuni di Manerbio, Orzinuovi, Rudiano, San Paolo e Verolanuova.
            Il 29 aprile 2017, i giornalisti convenuti sono stati salutati dalla sindaca di San Paolo, Giancarla Zernini. Il suo intervento ha sottolineato il senso di “A carte scoperte”: la volontà di “fare rete” contro la diffusione del gioco d’azzardo. I provvedimenti comunali volti a contrastare il fenomeno, infatti, sono completamente inefficaci, laddove basta spostarsi nel paese vicino per trovare regolamenti differenti. Insieme a lei, erano presenti diversi membri di “Game over!”: la presidentessa Francesca Oneda, Angiola Di Modugno, Agostino Gandelli ed Egidio Zoni.
            “Game over!” e i Comuni che lo sostengono vogliono ispirarsi al felice caso di Bergamo, il cui sindaco Giorgio Gori ha annunciato il calo di consumo di gioco d’azzardo in città durante il 2016. Le sue affermazioni si basano sui dati provvisori dei Monopoli di Stato e sono state enunciate in occasione di un incontro coi sindaci della zona omogenea urbana di Bergamo (18 aprile 2017). Questo risultato positivo sarebbe frutto del regolamento adottato dal Comune bergamasco: obbligo per i locali di esporre cartelli con divieti ai minori e informazioni che consentano di valutare il rischio personale di divenir ludopatici; divieto di pubblicizzare le vincite. Un’ordinanza sindacale ha anche indicato le fasce orarie in cui l’azzardo è proibito.
            Le buone notizie non devono però rendere troppo ottimisti. I Monopoli di Stato fanno fatica a reperire i dati relativi al numero di slot machine presenti in Italia, o ai flussi di denaro mossi dall’azzardo. On line, aumentano i giocatori giovani. Il fenomeno è di per sé refrattario al controllo. Ettore Botti, presidente del Centro per la Famiglia di Orzinuovi, ha sostenuto la necessità di creare una cultura alternativa a quella dell’azzardo, per prevenire il fenomeno nelle nuove generazioni. Anche Gian Antonio Tomasoni, Assessore alla Pubblica Istruzione di San Paolo, ha sottolineato la centralità dell’informazione e della formazione, perché siano resi non necessari i divieti.
            A questo proposito, durante la conferenza stampa, è stato annunciato lo spettacolo “L’azzardo del giocoliere”, di Federico Benuzzi (22 maggio 2017). Organizzato dal Comune di San Paolo (Assessorato ai Servizi Sociali; Assessorato alla Cultura), contrapporrà il virtuosismo del giocoliere all’azzardo.

mercoledì 21 giugno 2017

Favole al Pedibus

Il Pedibus di Manerbio è, come risaputo, un tentativo di educare giocando, con diverse attività. A partire dal 2015, 750° anno dalla nascita di Dante Alighieri, i bambini aderenti all’iniziativa si sono visti proporre anche disegni e semplici giochi riferiti alle figure di autori illustri. Il 2017 ha visto una leggera svolta, in questo senso. Non più poeti medievali come Dante, Angiolieri, Petrarca e Boccaccio, ma un salto in avanti, verso il Novecento e la letteratura per bambini. Questo Pedibus di primavera (26 aprile - 1 giugno 2017) è stato accompagnato idealmente da Gianni Rodari (1920-1980). L’attività a lui dedicata s’intitolava “Favole al Pedibus”, eco delle sue famose “Favole al telefono”. In questa raccolta, per l’appunto, s’immagina che i racconti ivi contenuti siano fiabe narrate da un padre alla sua bambina lontana, per mezzo del telefono, appunto. 
            La ragazza che se ne occupava aveva preparato un cartellone disegnato a mano, con figure che rimandavano (oltre che alla suddetta opera) a “La torta in cielo” e a “Novelle fatte a macchina”, giusto per riassumere tre titoli tratti dalla copiosa produzione di Rodari. 
            Dopo una breve introduzione, ai bambini è stata letta una delle “Favole al telefono”: “Ascensore per le stelle”. In essa, Romoletto, aiuto garzone del bar Italia (a Roma) addetto ai servizi a domicilio, prende di nascosto un ascensore proibito e si ritrova a salire verso altri pianeti, col suo bravo vassoio ancora in mano… Un buon modo di riassumere alcune tematiche care a Rodari: la vita quotidiana, l’ironia, la fantasia, la curiosità esplorativa. 
            Quando ne rimaneva il tempo, i bambini venivano invitati a una semplice staffetta: passarsi l’un l’altro un bicchierino di plastica retto in equilibrio sulla testa, a umile imitazione di Romoletto, che esplorava la galassia reggendo quattro birre e un tè ghiacciato. Poi, invece che verso pianeti sconosciuti, bisognava affrettarsi in direzione della scuola. Ma (speriamo) conservando il sapore di una favola del buongiorno.


Paese Mio Manerbio, N. 121 (giugno 2017), p. 6.